Mourinho come Montanelli: girano solo eredi farlocchi

A Villas Boas stanno cominciando persino a stropicciarsi le camicie. Anche il ciuffo non è più quello di qualche settimana fa. Che volete farci, è il destino di tanti “eredi di”: i ritrovi degli alcolisti anonimi sono pieni di eredi di Maradona almeno quanto le redazioni dei giornali italiani sono piene di eredi di Indro Montanelli. Così succede che l’erede di Mourinho sulla panchina del Chelsea non è in grado nemmeno di essere non dico l’erede, ma il degno successore di Carlo Ancelotti.
22 NOV 11
Ultimo aggiornamento: 12:27 | 8 AGO 20
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Intanto Roberto Mancini fa sapere che ha capito Balotelli grazie ai suoi figli e avrebbe reintegrato Tévez al volo se soltanto l’orgoglioso argentino gli avesse chiesto scusa. Non gli chiedeva mica di andare a Zuccotti Park – il ritrovo di quelli che vogliono farsi pubblicità o recuperare la verginità – a fare pubblica ammenda, bastava una cosa privata. Invece nulla. Mancini può permettersi di fregarsene allegramente e non soltanto per il primo posto in classifica, ma perché è riuscito, nello scetticismo generale, a creare una dottrina Mancini, forse addirittura una scuola di pensiero fatta di ciuffo (quello sì bello in forma), sciarpa e buon calcio. Contro il Newcastle i Citizen hanno dato un’altra prova di gioco avvolgente con qualche tentazione barcelloneta da tichitic-tichitoc (che palle) ma senza la boria guardiolesca. Hanno anche rischiato un po’ – il calcio di Mancini è umano, troppo umano – ma quando Nasri distribuisce palloni sulla trequarti con quattro uomini che s’inseriscono e il terzino più tozzo della storia delle fasce laterali, Richard, sembra il guizzante Benarrivo del Parma di Nevio Scala, è un godere. Le braccia conserte di Balotelli poi sono da applausi.